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sabato 19 dicembre 2009

Kawasaki e vecchi merletti



Che poi lo fanno tutti i bambini. E tutte le mamme dicono la stessa cosa: hai pulito talmente bene questo piatto che non lo devo lavare, nonono! E tutti i bambini sorridono uguale, con la testa reclinata da un lato come capita ai cani. E si nascondono sotto al tavolo, che torna papà dal lavoro e non ti troverà mai perché c’è il passaggio segretissimo che porta nella dimensione del dottor Who e di Belfagor, mostri innocenti e diabolici portenti. Phantomas e Diabolik hanno le facce di gomma, di gomma è il cuscinetto di povera nonna, quello che serve a non farle venire le croste quando sta seduta per ore sulla comoda, quella sedia che comoda non è. D’estate, sputi nella maschera così non si appanna, mangi i panini con l’olio, i mandarini e bevi l’acqua scaldata dal sole. Tua madre ti pettina dopo ogni bagno, hai mangiato un panino e adesso aspetti tre ore come minimo altrimenti muori di congestione. Tua sorella ne approfitta e guarda quel tipo di Frosinone che è stato mesi in palestra per quel singolo momento, pancia in dentro e fuori il mento. Tuo padre legge il corriere dello sport e spizza le signore col pareo viola trasparente, il rossetto pesante e le Muratti da esportazione. Saprebbe cosa fare, come muoversi sopra quei pezzi di donna. Poi guarda tua madre e sorride, dimenticando per un momento quello che ha letto e che ha confermato anche la tivvù: Francesco Rocca non giocherà più.