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venerdì 9 marzo 2007

I gol fuori casa valgono doppio



Era una sera di quelle in cui Roma ti frega l’anima e ci fa un portachiavi a coda di lepre.
Simone piluccava panetti di fumo, li faceva a pezzi con la bocca per darli in pasto alle sue rondinelle. Prima, però, bisognava nascondere il cibo agli occhi dei predatori.
Ventimila lire dentro una macchina semidistrutta. Diecimila in ascensore, nel ripiano tra il tetto e la cabina. Diecimila nelle mutande. Cinquantamila nel rifugio più segreto di tutti: il pianoforte scordato e dimenticato.
Era una sera da puttan tour, da birra e gazzosa. Una di quelle sere in cui rompevi i parabrezza con la ceramica delle candele Magneti Marelli. Ma qualcuno si ribellò alla coreografia di Franco Miseria e alla sceneggiatura di Pasolini.
E fece qualcosa. Qualcosa di romano e di internazionale, che sapeva di Bob Marley nei momenti morti della tournée. Qualcosa che rese Piazza Tuscolo il Maracanà.
Qualcuno, un genio dei nostri tempi, tirò fuori un pallone.
Uno Yashin, morbidino e consistente. Vietati i passaggi normali, i colpi di tacco finalmente sdoganati. Era una danza che Matisse sarebbe andato in puzza, con dentro un po’ di Nureyev, un po’ di Pelè e molto Bruce Lee. Simone fumava e calciava, dribblava e sudava. Qualcuno disse passa, un altro disse niente. Simone vide la porta incustodita, tentò il cucchiaio e corse ad abbracciare il semaforo, che gli mostrò il giallo. Ammonito per troppa esultanza, ma ne era valsa la pena...

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Bello essere trasportati, un venerdì mattina in un mondo dimenticato di SuperTele, ginocchia sbucciate, barriera a tre passi di distanza, tre corner rigore, vetri rotti e custodi inferociti...
Che bella infanzia...

Stefano

bons ha detto...

...che spettalolo...per un attimo mi sono rivisto....jeans sporco sulle ginocchia ,il tango di gomma pesante sempre ovale ma sempre pronto in casa al pian terreno di Antonio detto "Sventolo l'ottavo nano" per via delle orecchie ,i giubbetti accatastati sotto la base del semaforo.....pari o dispari,palla o porta......Via Valerio Publicla era il nostro stadio...Falcao nel cuore...
e come sempre al momento del tiro..."Luca è pronto!!!" la sora Milena dal Balcone(mia madre)....
Grande Lore'...ho cominciato bene la mattinata.....

giorgio pontrelli ha detto...

solo il titolo mi ha emozionato...devo aspettare qualche minuto per leggere il resto!
G.

giorgio pontrelli ha detto...

vabbè...dimenticavo...col disego poi ho fatto il pieno!
...lo leggo nel pomeriggio
G.;)

mr kitchen ha detto...

siso forever?

mr kitchen ha detto...

siso forever?

Gabriele - il Gabbrio- ha detto...

da piccolo mi sbattevano sempre in porta perchè non sapevo giocare...sniff,sniff. ma ho imparato subito a non far entrare un solo gol...il portiere, un eroe romantico, il principe del ginocchio sbucciato.

intenso!
un giorno potrò scrivere così anche io,prof???

Febus ha detto...

Forse eravamo un po' più monelli ma a palla non giocavamo, ci piaceva girare i cartoccetti con lo spillo in punta a caccia di gatti e chiappe, a volte si scavavano buche nei giardinetti e si ricoprivano col foglio di giornale e la zolla d'erba .... qualcuno s'è mai beccato una storta 40 anni fa a villa massimo?

Anonimo ha detto...

Giocavamo a pallone e pensavamo a quanti soldi stavamo perdendo,qualcuno era libero di vendere il fumo ai nostri amici,la giornata era stata buona,sticazzi,tutti al colosseo;speriamo che le guardie non ce cacano er cazzo,el porro
e' nascosto bene,prendo un tocchetto per la partita,quanno rientro me devo segna' tutti quelli che non manno pagato,quarcuno me lo scordo sicuro!!!!!c'ho le trasche piene de sordi,che palle mo come li spendo.....ahoooo piamo 4 pezzi pago io,a furvio accanna sto pallone dallo ai leoni,annamo a pesca all'eur,passamo da tu cugino,pagamo acchittamo e pronti e via e il giorno dopo di nuovo in forma!SISO.

Lollo ha detto...

Grande Sisacchione! Lo vedi che comincio a usare il materiale che mi racconti? Baci alle tue donne...