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martedì 10 febbraio 2009

Proprio una bella coppia



Muovi i fianchi, dai.
Lui se lo aspetta. Usa quel vecchio trucco dell’occhio socchiuso e della lingua saetta. Fallo sentire uomo, come non se ne fanno più. Poi mandalo a casa, che dormire da sola è il lusso migliore, dopo il caffè e la sigaretta.
Sesso e sonno è una combo micidiale, da esteta del control zeta e del controller digitale.
Eppure ci furono tempi in cui sognavi l’amore da abbracciare tipo orsetto, tutti nudi e coi calzini, sulla branda di nonna Benedetta.
Poi venne l’epoca degli esperimenti, della ginnastica addominale, se porto un’altra donna? se ti metti così?
Qualche cosa la salvi ancora, la confidenza, la fiducia, vederlo andare in bagno, l’ironia della sorte di stare ancora insieme dopo tutti questi anni. Il tempo ha scherzato con un principio di pancia, l’affetto ha piazzato un’amaca sopra la bilancia, i suoi capelli hanno salutato, i tuoi perso la luce. È questa la dolce morte, tramontare insieme col sorriso sulla faccia di chi crede che il tramonto non sia una minaccia.

venerdì 6 febbraio 2009

Auto scatto



Fatti una foto.
Seduta sul divano, come quella della pubblicità del cappuccino, col sorriso spezzato dalla paura di non piacerti. Che poi la fai vedere a lui e gli spieghi che lì non sei venuta bene.
E la mandi a quel tuo amico di Sassari, che saprà cosa farne.
Fatti una foto, da copertina di Fausto Papetti. Con la webcam puntata al petto, come qualcuno della legione straniera che chiede di telefonare a casa per poi morire contento.
Fatti una foto perfetta. Quella dove impazzi per i vicoli del centro, ti giri su te stessa e gli riservi quel sorriso speciale, metà vino fruttato, metà battito animale. Hai gli stivali e prometti amore, sei bella senza appello, hai appena baciato qualcuno, bacerai tra poco. E sarà bello.
Fatti una foto. Tu e altre amiche su una barca che non ci volevi salire. Sorriso a mezza bocca, l'altra mezza impegnata nel quotidiano affanno di respirare, pancia in dentro, petto in fuori. Pensi al suo nome che brilla al neon e a quando gli racconterai che l'hai pensato su un barca che ha tanto beccheggiato.
E al matrimonio con i vestiti della festa, che li rimetti il giorno dopo e credi di far parte di una società più alta, o almeno più austera. Fatti una foto, il giorno dopo. Spiegazzata, ma più sicura. Le mani del testimone dello sposo ancora addosso. Sorridi a quel ricordo, la schiena inarcata, l'orgasmo rubato, liquido di donna che non ha mai amato veramente.
Fatti una foto digitale, con la webcam, virata verde, come lo spettro di tuo padre o come uno spettro qualunque. Chiedi se c'è vita dopo la vita e aspetta la risposta finché campi. Armi, acciaio e malattie fanno la selezione. Fatti una foto, tu non sei il tipo che lotta, ma tornerai utile come testimone.