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martedì 14 dicembre 2010

Songwriter



La minore, mi settima e ci ammazzi anche un cavallo, con la tristezza di certe canzoni. Sono uova di lompo andate a male, da finirci in ospedale senza passare per il Via. Perché il Monopo.ly era più bello una volta, con le casette e le pedine di legno e il tabellone e i soldi più carini. Il compositore ardente sa che De Gregori è bravo, ma lui lo trova sopravvalutato. Non può dirlo alle riunioni di partito, ma può dirlo allo spartito, sporcandolo di note oblique, sudamericane come certi culi di marmo bianco. Guccini è triste come una madonna che piange sangue. De Andrè è un poeta, ma il rapimento l’ha ucciso prima di morire. Rino Gaetano non si può sentire. Paolo Conte è blasè, che è un termine francese per indicare la puzza sotto il naso. Lui sì che avrebbe tanto da dire. Ha scritto quella canzone, quella volta che lei l’aveva lasciato per un tipo del nord. Anche lei era del nord, ma col cuore sudista. La canzone parlava di viaggi e stanzette, abitate insieme, di canti di serene (gli occhi di lei), di amplessi frenati, di bocche fragranti e avanti e avanti. La sentì un produttore di Catanzaro, che fece sì con la testa e no col portafogli. Allora lui la iscrisse a un festival, che non vinse, ma fece un passaggio in radio che non poté ascoltare, perché l’apparecchio era sintonizzato male.
Il compositore ardente prende la chitarra folk e prova un fingerpicking che paga un tributo al country. Ne viene fuori un lamento di corde straziate, qualcosa che paga un tributo alle grida che seguono la tortura del sonno o della goccia cinese.
Lui sorride e pensa che fare i conti col proprio talento può mettere un uomo di fronte a uno specchio sormontato da un neon e tirare fuori dalle rughe di espressione una zampa di gallina spietata. Il tempo passa e la canzone migliore non è ancora stata cantata.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

applausi come sempre. non mi innamoro di te solo perchè non ti conosco.:-)
scherzo he! sei bravissimo a conoscere i sentimenti dell'animo umano e secondo me sai capire bene il mio mondo quello femminile. che non tutti gli uomini ci riescono. anzi. non parlo di questo racconto ma di tutti e si sente che sei sensibile. trovarne di uomini come te.
un bacino
federica

Anonimo ha detto...

Per fortuna il compositore ardente ha il dono dell'arroganza. Può significare molto in certi casi!

Raffaele

Anonimo ha detto...

mi sono letta tutti i racconti in una notte un po difficile per me e ho capito che sei speciale come persona e che mi fai bene leggendoti. esiste uno come te che mi devo rifidanzare? :-) ::P
baciotto
federica